FONDAZIONE GIUSEPPE DESSI'


Premio Letterario Nazionale Giuseppe Dessì
XXII edizione - anno 2007
Per opere edite in lingua italiana


Finalisti sezione narrativa

Guido Conti è nato a Parma nel 1965, dove vive e lavora. Dopo i primi racconti, pubblicati sulla rivista ClanDestino, è stato scoperto da Pier Vittorio Tondelli, che ha pubblicato in “Under 25, volume III”, Papergang (Transeuropa, 1990). In seguito sono apparsi i racconti Della pianura e del sangue (Guaraldi, 1995) e il romanzo Sotto la terra il cielo (Guaraldi, 1996). Dirige la rivista letteraria "Palazzo Sanvitale" ed è direttore editoriale della casa editrice Monte Università Parma Editore. Presso Guanda, nel 1998, è uscito il volume di racconti Il coccodrillo sull'altare (Premio Chiara; Premio Stresa, Premio Montà D’Alba; Premio selezione Comisso), a cui è seguito, nel 1999, il romanzo Cieli di vetro, vincitore del Premio Selezione Campiello. Nel 2000 sempre da Guanda è uscito il romanzo Il taglio della lingua e nel 2002 ha curato la raccolta degli scritti giovanili di Cesare Zavattini, Dite la vostra. Nel 2003 ha mandato alle stampe, con Monte Università Parma Editore, La Piena e altri racconti e ha curato sempre per Mup editore, insieme a Manuela Cacchioli, il carteggio fra Attilio Bertolucci e Cesare Zavattini, Un’amicizia lunga una vita. Nel 2004 ha pubblicato il libro di racconti Un medico all’opera (Guanda) e Tre bambini nella nebbia (Monte Università Parma Editore) e nel 2005 Il tramonto sulla pianura (Guanda).
Ha una rubrica di libri sul quotidiano “Italia Oggi”, dirige la rivista letteraria Palazzo Sanvitale ed è direttore editoriale della casa editrice Monte Università Parma Editore. Guido Conti è un autore molto legato alle vicende della propria terra, come si vede dai luoghi di narrazione, che, in gran parte dei suoi libri, sono quelli della Bassa Padana tra Parma e il Po.

La palla contro il muro
Tanti piccoli particolari affiorano da questo romanzo, dove dietro la facciata di una famiglia come tante, una famiglia normale, si nasconde un rapporto fatto di reciproche incomprensioni e logorato dalle piccinerie e dalla banalità della vita di tutti i giorni. La crisi, che a poco a poco diventa una guerra senza esclusione di colpi, viene raccontata da Luca, l’unico figlio della coppia: un bambino che osserva, e subisce, i litigi, le ripicche, i silenzi carichi di tensione, i gesti sconsiderati e le violenze non solo verbali dei genitori con la reattività forte, la purezza di sguardo, la sofferenza ma anche la capacità di ridere dell’infanzia. Ad alleviare la solitudine di Luca c’è una nonna stravagante, soprannominata Vaniglia, che crede negli oroscopi, commenta le lettere d’amore sui settimanali e si commuove di fronte alle storie strappalacrime delle telenovele sudamericane: un affetto che lo salverà nel suo difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Una storia ambientata nella periferia di Parma dove l’esistenza dei singoli individui naufraga nel disperato tentativo di raggiungere un frammento di felicità.

Alessandro De Roma è nato in Sardegna nel 1970. Laureato in Filosofia a Cagliari, ha insegnato Storia e Filosofia nei licei di Nuoro, Sanremo e Torino, dove tutt’ora risiede. Vita e morte di Ludovico Lauter (Il Maestrale, 2007), il suo primo romanzo, è entrato nella sestina del Premio Viareggio Opera Prima dell’edizione 2007.
Vita e morte di Ludovico Lauter
Milioni di copie vendute e una fama planetaria come inventore di straordinarie macchine narrative, ma nessuno conosce bene passaggi e trascorsi della fortuna di Ludovico Lauter. Ora non si sa nemmeno che fine abbia fatto, il più grande scrittore di tutti i tempi, sparito di colpo dalla circolazione al colmo della notorietà. Eppure un mediocre romanziere di provincia si dispone a scriverne la biografia. Per lui, sulla soglia dei sessanta, dopo libri insipidi per conto di editori svitati e profusione di colonne su rotocalchi femminili, è forse l'occasione di un riscatto. Mollare tutto, salire su una nave per la Sardegna, isolarsi in una casa sulla scogliera, con scenari di autunno incipiente, sembrano condizioni ideali all'impresa. D'altronde, lui lo sa che in quell'isola Lauter ci è nato e sulla vita del Maestro sembra maneggiare notizie di prima mano. Quindi scrive. Scrive di Ludovico nato da Hermann il tedesco triste e una svagata ragazza isolana che ha visioni profetiche, nella Cagliari squassata dai bombardamenti americani. Scrive dell'adolescenza romana, degli anni universitari a Bologna, di viaggi in Germania in cerca di origini. Poi scrive della piena e fulminea affermazione letteraria a Milano, e poi ancora di un appartamento newyorkese, ultima residenza nota del Maestro, officina di invenzioni romanzesche e laboratorio di nevrosi. L'inverno intanto illividisce il mare di fronte alla casa sulla scogliera, intorno la pineta deserta fra le ville in disarmo...

Letizia Muratori è una giornalista romana che vive e lavora a Roma. Si divide tra la passione per la narrativa e la sua professione di giornalista. Collabora con quotidiani, mensili, riviste di cinema («Il Riformista», «Capital», «Primissima», «Close-up»).
Ha scritto e scrive poesie rigorosamente in rima, e scrive di cinema. Il suo libro d’esordio è stato Luce Intermedia (Fermenti, 1999), seguito dal racconto Saro e Sara uscito nell'antologia femminile Ragazze che dovresti conoscere, 2005, e il breve romanzo Tu non c'entri (Einaudi, 2006). La romana Letizia Muratori si mette oggi alla prova col romanzo La vita in comune (Einaudi, 2007): un affresco non solo italiano che copre un arco di tempo che va dagli anni Settanta ai giorni nostri. Famiglia, sentimenti e storia collettiva attraversano La vita in comune, che pone le vicende di tre personaggi - Tina, Isays e Joseph - al centro del libro.

La vita in comune
La storia passa dagli anni Settanta a oggi, dall'Italia all'Eritrea della guerriglia e della siccità, dal lavoro nei service editoriali romani alla Germania delle manifestazioni contro il treno atomico, da Jeddah e i college svizzeri della diaspora delle élite musulmane, al deserto di Yucca Mountain negli Stati Uniti. Tre diverse voci danno corpo a tre personaggi incantevoli. Una narrazione serrata e insieme fluida, avventurosa e fiabesca, crudele e anche comica, in scenari continuamente mutevoli racconta un'unica vicenda: una storia d'amore dove legami più forti di quelli familiari si stabiliscono fra tre persone che scoprono la vita in comune. Quella che si oppone alla solitudine, e che lega tutti, con gli animali e le piante, nella percezione del comune pericolo.
Tre vite bloccate da una solitudine che le opprime e quasi le soffoca, pronta a tirare fuori la testa dal sacco quando l’intreccio narrativo giunge al culmine. Tina, Isayas e Joseph: tre vite che ricominciano a pulsare nel momento in cui il personaggio femminile decide di guardarsi indietro e recuperare quello che nell’età della adolescenza altro non era che un amore che non lascia traccia.


Finalisti sezione poesia

Dino Azzalin è nato a Pontelongo (Padova) nel 1953, e vive a Varese. È medico e giornalista pubblicista, collabora con diverse testate giornalistiche e riviste, ed è presente in diverse antologie; è fondatore ed animatore della NEM (Nuove Edizioni Magenta). Per le edizioni Crocetti ha pubblicato, oltre al volume Prove di memoria (2006), anche I disordini del ritmo (1985, nella collana Alabastron 3), e Deserti (1994, Aryballos). Ha viaggiato molto nel Sud del mondo, lavorando in progetti di volontariato sanitario.

Prove di memoria
Nell’assemblare in questo suo lavoro alcuni esemplari attinti al libro della propria memoria letteraria ed esistenziale, Dino Azzalin ci offre alcune delle ragioni del suo scrivere. Ammesso che sia lecito definire soltanto “scrivere” questo pervicace sottoporre il dato vissuto a un’implacabile “prova” di resistenza e “di memoria”: questo “cocciuto” tentativo di registrare un frammento di esperienza emozionale quasi sbalzandolo sopra una sottile lastra metallica percorsa da una luce radente [...].
(dall’introduzione di Andrea Zanzotto)

1964
Qui il tempo chiaro non si ferma mai
e ogni notte è giorno e ogni ombra
fa paura agli iris appena interrati.
Allora ho sterminato i fiori viola
e coi minuti buoni della mia infanzia
mi sono prodigato perché non avessero
più stagioni. Ma gli iris, sono fioriti
lo stesso, come prova di memoria
nel mio giardino. Midollo e maledizione,
di un bulbo cocciuto, un segno splendido,
folgorio nuovo, della primavera.

Patrizia Cavalli è nata a Todi e vive a Roma dal 1968. Oltre all'attività poetica, si dedica a traduzioni per il teatro. Nel 1992 Einaudi ha raccolto nel volume Poesie (1974-1992) i due libri Le mie poesie non cambieranno il mondo (Einaudi, 1974) e Il cielo (Einaudi, 1981), con l’aggiunta della sezione inedita L’io singolare proprio mio. In questo arco cronologico non muta la fisionomia della sua scrittura poetica, che trova la propria misura in una dimensione quotidiana e colloquiale, pur senza rinunciare a un’effusività dell’io poetico. Ha tradotto testi teatrali (Shakespeare, Molière). Con la raccolta Sempre aperto teatro (1999), ha vinto il Premio Letterario Viareggio-Repaci.

Pigre Divinità e pigra sorte
Fare scienza di tutto ciò che la scienza trascura o ignora: sembra questa la vocazione più forte e costante che si manifesta (o si nasconde) nella poesia più recente di Patrizia Cavalli. Che pur somigliando sempre a se stessa, sviluppa ora un'attitudine riflessiva di genere filosofico intorno ai misteri di ciò che solo in apparenza è chiaro: le ragioni e le condizioni del piacere e del dolore, i mutamenti impercettibili e decisivi che confondono o che intensificano quello che sentiamo e siamo. Le poesie epigrammatiche diminuiscono a vantaggio di monologhi più ampi e ragionati. In questo libro troviamo due poemetti che fanno capitolo a sé, Aria pubblica e La Guardiana. Il primo è una perfetta epistola civile in stile illuministico sull'uso dello spazio urbano. Il secondo è un racconto «figurale» sul labirinto dove si cerca la stanza del tesoro nascosto che forse aspetta solo il nostro arrivo per esistere e rivelarsi. Pochi sono i poeti contemporanei capaci come Patrizia Cavalli di attivare una così raffinata e complessa tecnica poetica sia nell'improvvisazione più veloce che nella più sorprendente costruzione discorsiva e narrativa. Le misure metriche classiche le sono naturali e familiari come il lessico e la sintassi della lingua d'uso contemporanea.


Aria pubblica
L’aria è di tutti, non è di tutti l’aria?
Così è una piazza, spazio di città.
Pubblico spazio ossia pubblica aria
che se è di tutti non può essere occupata
perché diventerebbe aria privata.
Ma se una piazza insieme alla sua aria
è in modo irrevocabile ingombrata
da stabili e lucrose attività,
questa non è più piazza e la sua aria
non è che mercantile aria privata.

Paolo Maccari è nato a Colle di Val d’Elsa (Siena) nel 1975. Ha esordito nel 2000 con Ospiti (prefazione di Luigi Baldacci, Manni), raccolta a cui sono stati attribuiti i premi “Bagutta Opera Prima” e “Città di Pisa”. Sue poesie sono apparse in rivista e nelle antologie Nodo sottile 2 (Cadmo, 2001), Nodo sottile 3 (Crocetti, 2002) e Parola Plurale (Sossella, 2005). Ha curato il carteggio Bilenchi-Cesarini È bene scrivere poco (Cadmo, 2003) ed è autore di una monografia su Bartolo Cattafi: Spalle al muro (SEF, 2003). Collabora a “L’indice dei libri”, “Semicerchio” e “Poesia”.
Pubblica una seconda raccolta di versi, dopo l’esordio del 2000 con Ospiti, (Manni editore, con prefazione di Luigi Baldacci), dal titolo Mondanità (Edizioni L’Obliquo, 2006). Le ventitre nuove poesie sono l’anticipazione del suo vero e proprio secondo libro, già pronto da tempo.
Falene
Le falene smisero il volo
disprezzando le cieche volute
le abitudini intorno alla luce
strisciarono
infantilmente come bruchi,
verso l'ombra profondamente
intente a disfarsi delle ali.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

Maria Lai, artista bambina, narratrice di fiabe e di leggende, è nata a Ulassai (Nu) il 27 settembre 1919. Nel 1939 lascia la Sardegna per iscriversi al Liceo Artistico di Roma. Determinanti per la sua formazione diventano gli incontri con lo scrittore Salvatore Cambosu a Cagliari, con Marino Mazzacurati a Roma, e poi quello con Arturo Martini e Alberto Viani al corso di scultura dell’Accademia di belle arti di Venezia, frequentato dal 1943 al 1945. Dall’eredità martiniana nasce la vocazione sperimentale della Lai.
Nel 1956, a Roma, ritrova lo scrittore Giuseppe Dessì che sarà suo amico e suo vicino di casa per vent'anni.
La ricerca di tecniche e materiali diversi è ricca ed originale: pani, telai, ceramiche, tele e libri cuciti fino agli interventi ambientali ed alle performans collettive. Ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali. Con gli anni Ottanta la ricerca sui segni e sui materiali assume una più accentuata connotazione ambientale. È del 1981 Legarsi alla montagna ad Ulassai (NU); del 1983 La disfatta dei varani a Camerino, e L’alveare del poeta ad Orotelli (NU). Negli anni Novanta partecipa a numerose mostre nazionali ed internazionali, mentre proseguono le sue operazioni sul territorio: La strada del rito, Le capre cucite, e La scarpata ad Glassai, nel 1992; L’albero del miele amaro a Siliqua (CA), nel 1997; Su logu de s’iscultura a Tortolì (NU), nel 1998. Nel 1999 l’intervento Proiezione nella piazza della chiesa di Santa Barbara a Sinnai (Ca) e Olio di parole I nel museo dell’Olio della Sabina di Castelnuovo di Farfa (RI). L’ultimo suo intervento è del 2000, La fonte Serafina nel Cortile dell’abbazia di Farfa (RI).

 


La richiesta del bando e le informazioni inerenti al Premio, vanno indirizzate a:

Segreteria organizzativa
Fondazione Giuseppe Dessì
Via Roma n.65 – 09039 - Villacidro
Tel. O709314387 – 3474117655 - 3495456432
Fax. 1782218462

http// www.fondazionedessi.it
E-mail: premio.dessi@tiscali.it - fondessi@tiscali.it


Commissione Giudicatrice


Silvio Ramat, Presidente
Massimo Murgia – Segretario del Premio
Dimitri Pibiri – Segretario della Giuria
Anna Dolfi
Marcello Fois
Duilio Caocci
Gianni Filippini
Laura Pariani
Leandro Muoni
Aldo Forbice
Massimo Onofri
Idolina Landolfi


Albo d’oro

1986 - Piero Bigongiari, Poesia - Giulio Petroni, Narrativa -

1987 - Maura Del Serra, Poesia - Franco Rella, Narrativa - Angelo Mundula, Premio Speciale della Giuria
1988 - Roberto Sanesi, Poesia - Fiora Vincenti, Narrativa - Marcello Cocco, Premio Speciale della Giuria
1989 - Giorgio Orelli, Poesia - Salvatore Mannuzzu, Narrativa - Raffaele De Grada, Premio Speciale della Giuria
1990 - Margherita Guidacci, Poesia - Massimo Griffo, Narrativa - Oreste Macrì, Premio Speciale della Giuria
1991 - Silvio Ramat, Poesia - Maria Corti, Narrativa - Luigi Pintor, Premio Speciale della Giuria
1992 - Ignazio Delogu, Poesia - Roberto Barbolini, Narrativa - Nando Dalla Chiesa, Premio Speciale della Giuria
1993 - Paolo Ruffilli, Poesia- Claudio Marabini, Narrativa - Antonio Cossu, Premio Speciale della Giuria
1994 - Alfredo Giuliani, Poesia - Nico Orengo, Narrativa - Giovanni Dettori, Premio Speciale della Giuria
1995 - Alessandro Fo, Poesia - Roberto Piumini, Narrativa - Maria Giacobbe, Premio Speciale della Giuria
1996 - Maria Luisa Spaziani, Poesia - Laura Pariani, Narrativa - Antonio Romagnino, Premio Speciale della Giuria
1997 - Giuseppe Conte, Poesia - Marcello Fois, Narrativa - Alfredo Chiappori, Premio Speciale della Giuria
1998 - Franco Marcoaldi, Poesia - Elio Bartolini, Narrativa - Bachisio Zizi, Premio Speciale della Giuria _
1999 - Franco Cocco, Poesia - Sandro Onofri, Narrativa - Massimo Carlotto, Premio Speciale della Giuria
2000 - Roberto Mussapi, Poesia - Enrico Palandri, Narrativa - Paolo Cherchi, Premio Speciale della Giuria
2001 - Elio Pecora, Poesia - Diego Marani, Narrativa - Francesco Cossiga, Premio Speciale della Giuria
2002 - Alda Merini , Poesia - Giuseppe Pediriali, Narrativa - Sergio Zavoli, Premio Speciale della Giuria
2003 - Anna Maria Fra botta, Poesia - Francesca Sanvitale, Narrativa - Alberto Bevilacqua, Premio Speciale della Giuria
2004 - Giovanni Campus, Poesia - Andrea Vitali, Narrativa - Sergio Romano, Premio Speciale della Giuria
2005 - Cesare Viviani, Poesia - Giulio Angioni, Narrativa - Enzo Bettiza, Premio Speciale della Giuria

2006 - Giancarlo Pontiggia, Poesia - Cesare De Marchi, Narrativa - Arnoldo Foà, Premio speciale della Giuria


SITI AMICI

http://www.club.it./concorsi

www.audizioni.it

http://www.teatronaturale.it/articolo/2587.html